Percorsi di sostegno e crescita per genitori

Dall’ 1 al 29 ottobre 2014

Motivazione del progetto

L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS è un Ente Morale che si occupa della tutela dei diritti morali e materiali delle persone con disabilità visiva attraverso azioni mirate ad integrare i ciechi e gli ipovedenti in ogni ambito: personale, culturale, professionale e del tempo libero.

L’Ente opera in tutte le regioni italiane attraverso i propri Consigli Regionali, ognuno dei quali, con propria autonomia amministrativa, coordina le proprie sedi Provinciali.

Il progetto che verrà realizzato in ognuna delle quattro Sezioni UICI marchigiane, nasce dalla manifesta esigenza dei genitori di ricevere informazioni, conoscenze e strumenti, in un clima accogliente e non giudicante, in modo da intraprendere un percorso educativo al termine del quale possano sentirsi dei “buoni genitori”.

Infatti, il coinvolgimento dei familiari nel percorso educativo può avere effetti positivi sull’atmosfera familiare e sulla relazione della coppia; inoltre i genitori, attraverso questo percorso, possono essere guidati ad apprendere a coniugare libertà e regole sapendo fornire, in un clima di accettazione, gli stimoli necessari all’autorealizzazione dei propri figli.

L’UICI intende realizzare un progetto che, attraverso incontri organizzati con un gruppo pluridisciplinare di professionisti del settore, possa supportare le famiglie di bambini non vedenti, a superare il disagio intervenendo sui molteplici aspetti che caratterizzano la loro condizione familiare. L’handicap ha una valenza molto forte sul ciclo di vita di una famiglia, perché tende ad inibirlo e a ridurne il processo evolutivo: è come se ne si bloccasse la storia.

Nelle famiglie in cui nasce un bambino con disabilità, l’idealizzazione della nascita radicata nella nostra cultura diventa ancora più opprimente e il dolore della perdita di un figlio “ideale” deve essere elaborato con la stessa fatica e gli stessi processi con cui si elabora un lutto. Infatti, il rifiuto è un atteggiamento di difesa e si manifesta, in genere, per la paura dell’ignoto. Il genitore teme ciò che dovrà affrontare ed è solo attraverso tale atteggiamento che il genitore prende tempo per ricostruirsi e ricaricarsi. Spesso si arriva a non accettare nessun tipo di programma terapeutico, medico, professionale e si vanifica ogni cosa dicendo “tanto è inutile, non serve a niente” o comunque non si riesce a credere che qualcosa possa cambiare. Tutto questo, crea un rapporto di ambivalenza all’interno della famiglia: alcuni genitori decidono di dedicarsi completamente e totalmente al figlio dimenticandosi di se stessi, del proprio lavoro, della famiglia. Altri, invece, si dedicano a ricercare disperatamente nella scienza o nella religione una soluzione, cercando, quindi, il “miracolo”, dirigendosi verso qualsiasi cosa che prometta di rendere il figlio “normale”.

Ovviamente tutto questo si ripercuote sulla crescita, sulla formazione e sull’integrazione del bambino disabile che invece, necessita di supporto per migliorare continuamente la propria qualità di vita. Obiettivo del progetto è quindi quello di coadiuvare i genitori, in modo che si abituino poco per volta alla situazione, riacquistando sicurezza nel loro ruolo di padre e di madre. Questo passaggio diventa indispensabile e permette di ricevere delle gratificazioni (si vedono i progressi del figlio) che migliorano costantemente i rapporti all’interno delle famiglie.

È in questo contesto che si inserisce il nostro progetto: far fronte alle necessità ed alle richieste dei propri soci regionali, che da sempre cercano di ottenere un miglioramento della qualità della propria vita anche attraverso il raggiungimento di una nuova consapevolezza di sé edel mondo che li circonda.

Obiettivi del progetto

  1. Sostenere attraverso percorsi individuali e di gruppo i genitori e i familiari di persone con disabilità visiva;
  2. favorire l’acquisizione di competenze teorico-pratiche relative al “mondo” del soggetto non vedente o ipovedente;
  3. stimolare i partecipanti a promuovere azioni di sensibilizzazione circa l’integrazione dei soggetti con disabilità visiva nelle diverse realtà territoriali; promuovere l’apprendimento di abilità comunicative e relazionali per interagire, sostenere, aiutare i singoli ed i loro familiari.

Ambiti applicativi

Il percorso consentirà di utilizzare le competenze acquisite in ambito individuale, genitoriale, familiare e di gruppo, nel campo della promozione della salute, dell’educazione dei figli, della prevenzione del disagio e nel sostegno degli individui con disabilità visiva e dei loro familiari.

Destinatari

Potranno accedere al percorso genitori e familiari di persone con disabilità visiva, operatori volontari e non che collaborano con l’UIC o con strutture ed enti ad essa collegate.

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