Presunti “falsi ciechi” scoperti a Macerata

In qualità di Presidente Provinciale della Sezione di Macerata dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, desidero intervenire in merito alla questione dei due presunti “falsi ciechi” scoperti dalla Guardia di Finanza nel territorio della Provincia di Macerata, precisando che i due non risultano iscritti all’organizzazione che presiedo, alla quale, come ovvio, le persone cieche o ipovedenti si recano per chiedere servizi specifici, seguire corsi di formazione in merito all’utilizzo degli strumenti informatici assistivi, richiedere audiolibri, svolgere attività di orientamento, mobilità ecc… tutte cose di cui un falso cieco non ha certo bisogno! Dunque, a nome di tutti i soci UIC di Macerata, desidero ringraziare la Guardia di Finanza per il lavoro svolto, (atteso da anni da parte della nostra categoria), ma nel contempo invito caldamente i mezzi stampa a prestare molta attenzione nel trattare un tema così delicato e che richiede competenze specifiche. Secondo la legge 138/2001 (la quale disciplina la classificazione delle varie tipologie di minorazione visiva, recependo direttive dell’Organizzazione Mondiale della Salute), stabilisce che lo status di “cecità assoluta” non è determinato unicamente da una condizione clinica di “cecità totale”. Secondo la legge, infatti, anche coloro che, indipendentemente dall’acuità visiva, possiedono un residuo perimetrico binoculare inferiore al 3% sono considerati ciechi assoluti: in parole semplici, è come vivere una vita guardando il mondo dal buco di una serratura. Tale condizione consente comunque una certa autonomia in alcuni contesti della vita quotidiana, mentre – come ovvio – è notevolmente limitante in moltissimi altri. Inoltre, occorre aggiungere che anche i soggetti affetti da ipovisione grave percepiscono la pensione di invalidità civile e nel caso degli ipovedenti gravi anche un’indennità speciale. Insomma, solo ad iter giudiziario concluso si potrà stabilire o meno l’eventuale colpevolezza di questi soggetti; non di rado infatti, presunti falsi ciechi condannati dalla “piazza giornalistica” sono poi risultati rispondenti ai criteri stabiliti dalla sopra citata legge, dopo essere stati pubblicamente messi in ridicolo.

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