Non vedenti e ipovedenti delle Marche

Il Consiglio Regionale UIC delle Marche e le Sezioni Provinciali di Ancona, Ascoli Piceno, Macerata e Pesaro Urbino, nell’intento di ribadire anche alla nuova amministrazione regionale la propria funzione di rappresentanza e tutela per le problematiche complessive di tutti non vedenti e degli ipovedenti marchigiani, espongono col presente documento un prospetto riassuntivo di tali problematiche, tenendo conto del ruolo sempre più significativo che l’organo politico regionale sarà chiamato a svolgere in sede di programmazione, legislazione e controllo.

La vista, come ognuno sa, è organo di primaria importanza nelle funzioni della vita di ogni persona, e facilmente si capirà quanto la sua mancanza totale o parziale sia determinante nell’intero arco esistenziale di chi ne è colpito.

Partendo dunque da questa premessa, l’UIC ha improntato nel tempo la propria opera:

  • di mediazione culturale e politica,
  • di consulenza didattica e tecnica,
  • di sostegno diretto alle diverse tipologie di disagio derivanti della disabilità visiva, ricercando sempre la collaborazione delle istituzioni dello stato, della scuola e degli enti locali.

Tali funzioni che sovente si rivelano essere suppletive all’operato della pubblica amministrazione,vengono peraltro riconosciute dalla Regione Marche la quale, attraverso la Legge Regionale n° 24/1985 sostiene il funzionamento di tutte le associazioni dei disabili.

La sanità rappresenta il primo momento di incontro fra i minorati della vista e l’istituzione pubblica, sia per l’aspetto squisitamente terapeutico, che per quello della valutazione della disabilità visiva, anche ai fini di un efficace inserimento scolastico per i più piccoli e di un proficuo lavoro di riabilitazione per gli adulti, tramite i centri di ipovisione che auspichiamo possano essere estesi in ognuna delle 5 province marchigiane.

A tale riguardo la scrivente chiede che la Regione Marche predisponga un protocollo di diagnosi per il riconoscimento legale della minorazione visiva che tenga conto della legge 138/2001, una più attenta assistenza psicologica alle famiglie dei minori individuati come disabili visivi e che tutte le Unità Multidisciplinari per l’età evolutiva e per l’età adulta siano disponibili a collaborare con l’UIC e con l’IRIFOR Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione, ente accreditato anche nelle Marche.

La riabilitazione alla mobilità ed all’autonomia personale così come prevista dalla circolare Sirchia del 2001 e recepita da un documento del Servizio Sanitario Regionale del 2006 nonché l’accesso agli ausili previsti dal nomenclatore tariffario non è ancora prassi agevole per molti minorati della vista, data la scarsa conoscenza del problema da parte dei funzionari addetti allo svolgimento delle pratiche e soprattutto data la diffidenza a prescrivere gli ausili da parte di molti oculisti.

Altro aspetto di grande importanza per la vita dei non vedenti e per tutti i minorati sensoriali è rappresentato dall’assistenza scolastica attualmente in capo alle amministrazioni Provinciali; la fornitura dei libri di testo in Braille od a caratteri ingranditi, il lavoro scolastico pomeridiano ad opera di assistenti adeguatamente preparate alle metodiche specifiche ed alle strumentazioni utilizzate dagli studenti non vedenti costituiscono problemi che le province sono sempre meno inclini a gestire, e che hanno bisogno di una normativa che garantisca maggiori certezze ed uniformità di indirizzo nel territorio regionale. A tale riguardo l’UIC e l’ENS hanno concordato e unitamente presentato alla Regione Marche una proposta di legge, già inviata alla Presidente della Regione, alla Giunta Regionale e a tutti i Consiglieri.

Tale argomento inoltre non può prescindere da quello della formazione professionale per i disabili visivi per i quali non vi è nel territorio regionale alcuna struttura in grado di svolgere questo compito.

La mobilità e l’autonomia personale per i non vedenti e gli ipovedenti costituisce un problema non soltanto per i circa 6000 casi censiti dagli elenchi dell’Inps in quanto percettori di trattamento pensionistico o di indennità di accompagnamento, ma si propone anche per un numero molto maggiore di cittadini i quali, pur non rientrando nel novero dei fruitori di provvidenze economiche, presentano pur sempre difficoltà di accesso all’occupazione o di mantenimento del proprio lavoro, di accesso all’informazione per difficoltà di lettura, di utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico che in molti casi mancano degli elementi più essenziali per fornire le adeguate informazioni a questo tipo di utenti. Le tecnologie per affrontare e risolvere in parte i problemi elencati esistono, si tratta di applicarle, spesso con l’impiego di risorse modeste, e con una più diffusa cultura dell’accessibilità per tutti, specialmente là dove si deve procedere alla ristrutturazione o al rifacimento di luoghi pubblici.
L’Unione dei Ciechi e degli Ipovedenti delle Marche, sempre rispettosa dei valori affermati dalla Costituzione Italiana, non intende osteggiare in alcun modo il diritto alla rappresentanza di tutti i cittadini e dei gruppi sociali organizzati, tuttavia invita la Giunta e l’Assemblea Legislativa Regionale a tenere nella dovuta considerazione un’associazione quale la scrivente che, oltre ad un cospicuo patrimonio di cultura Istituzionale e di competenze, possiede per legge la tutela e la rappresentanza di tutti i non vedenti e che, di fatto, raccoglie nella nostra Regione l’adesione della quasi totalità dei minorati visivi iscritti ad associazioni.

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